La Sprugola, in dialetto Sprugoa, significa baratro,voragine; questo toponimo viene dato nella zona della Spezia alle voragini in cui si sprofondano certe acque che altrimenti non avrebbero sfogo come le sprugole di Zegori, Campastrino poste sotto il colle di San Benedetto oltre la Foce, comune di Riccò del Golfo.

Quelle sopra menzionate sono due caverne e anche la Sprugola della Spezia non è altro che lo sbocco di una caverna sotterranea attraverso la quale passa una sorgente d’acqua.

Nello spezzino infatti il nome di Sprugola che come abbiamo detto sopra significherebbe baratro  (dal verbo sprugoae = disperdere ) viene anche dato a tutte quelle depressioni acquitrinose nelle alluvioni recenti dalle quali sgorga naturalmente acqua in quantità più o meno grande secondo le circostanze meteorologiche.

Il laghetto della Sprugola, prima della costruzione dell’Arsenale, era situato a circa un centinaio di metri dall’antica porta di Biassa, chiamata anche porta di Sant’Andrea o dello Spedale e anche della Fontana come vedremo in seguito; a distanza pressoché uguale dal corso allora seguito dal torrente Lagora e a 200 metri a ovest della chiesa di Santa Maria.

Questo lago ha subito grandi mutamenti nel volgere di pochi anni; nel 1827 epoca nella quale, scriveva il Guidoni, presentava una figura quasi ovale di 60 metri circa di circonferenza, dalla parte della Spezia vi erano due piccoli semicerchi ed un terzo stagno perfettamente rotondo a guisa di pozzo. In seguito tutto divenne un solo lago i cui confini se pur lentamente continuarono a dilatarsi a danno dei circostanti terreni che a poco a poco crollavano e si inabissavano nel lago.

Dai rilevamenti eseguiti all’incirca nel 1864 dal Genio Militare, risulta che la Sprugola si presentava allora come un laghetto di forma irregolarmente allungata da SO a NE con due emissari da quest’ultimo lato, che colle acque esportavano pure i materiali leggeri che le innumerevoli scaturigini dal fondo andavano continuavano innalzando.

Il lago era lungo 120 metri e nel punto della sua maggiore larghezza misurava una quarantina di metri.

Circa a 20 metri a nord della sua estremità orientale vi era un secondo laghetto di forma subcircolare con un diametro di circa 20 metri detto Sprugoletto. Con la costruzione dell’Arsenale e il conseguente enorme sviluppo assunto dall’abitato l’ambiente "Sprugolino" cambiò radicalmente.

Infatti il nuovo canale, che sostituendo il vecchio letto del Lagora, fiancheggia a destra il muraglione di cinta dell’Arsenale e a sinistra Viale Amendola, già Viale Savoia, dovette attraversare il lago nella sua parte mediana cosicché la Sprugola rimase divisa in due porzioni: quella ad occidente racchiusa nell’interno dell’Arsenale e contigua al suo muro di cinta: quella orientale per gli interrimenti avvenuti dapprima nel 1884 per l’apertura delle vie De Nobili e più tardi nel 1910 per adibirne all’edificazione NO di tale via.

Dopo questa bipartizione e riduzione dell’antica Sprugola, il nome di Sprugola rimase al laghetto orientale, mentre il laghetto occidentale, molto più esteso, venne detto Sprugola dell’Arsenale.

Per quanto riguarda l’antico sprugolotto, sia per la costruzione di nuovi edifici posteriori al 1883 sia per il tracciato di Via Colombo venne sempre più a ridursi tanto che già nel 1917 quel minuscolo sprugolotto denominato Sprugolotto Cozzani dal nome del proprietario, era quasi del tutto ignorato. Nel 1883 si era tentato di utilizzare le acque dello Sprugolotto Cozzani mediante un pozzo in muratura, però il lavoro non fu portato a termine perché ad un certo punto rovinò la porzione costruita.

Per quanto riguarda la Sprugola orientale, che era all’incrocio delle vie De nobili con via Colombo fu praticata nel 1894 per cura del Municipio una trivellazione la quale incontrando una delle vene alimentatrici del laghetto ne deviò una parte: l’acqua così ottenuta servì per alimentare una fontanella. (questa fontanella venne però tolta nel 1911 per ragioni d’igiene).

A proposito di fontana, si legge per curiosità che l’acqua della Sprugola servì per 5 secoli ad alimentare la principale fontana di acqua potabile della vecchia Spezia. La fontana era posta presso la porta di Biassa, detta appunto fra i tanti nomi anche della Fontana, e precisamente all’incrocio della strada così detta dei Biassa con via Cristoforo Colombo.

La costruzione di quella pubblica fontana venne deliberata dal consiglio comunale della Spezia nell’anno 1403 come appare dalla deliberazione del 10 maggio: " Deliberatum et ordinatum est per consilium Spedie qued quelibet persona Sindacatus Spedie debeat aportare somas duas ad fontanam que debet fieri ad portam Santi Andree sub pena soldorum…"

 

L’acqua che doveva alimentare la fontana era quella della Sprugola come apparirà dai documenti successivi.

Per quanto riguarda l’anno 1403 è da ricordare che, come scrive il Mazzini,(che scrisse anche una canzonetta dal titolo "A CANSON DO SPRUGOOTO") è proprio in quell’anno  in un documento dell’8 giugno che la Sprugola viene ricordata per la prima volta:

"Deliberatum et ordinatum est per cosilium Spedie quod quelibet persona habem a Sprugola usque ad molendinum de medio plano debeat fecisse passenes duos dies ecto parmorum septem pro quolibet et hoc sub pena".

La comunità della Spezia poté godere del pacifico possesso di quelle acque sino al 1489 quando Baldassare, l’illustre uomo d’armi della Repubblica Genovese, poi grande ammiraglio di Giulio II e di Leone X, vantò diritti di proprietà sulla sorgente, la cui acqua moveva un suo molino nelle vicinanze.

Ne nacque un conflitto tra il popolo della Spezia e la gente del Biassa comandata da lui stesso in persona, che, in tanto, approfittando della sua alta carica, fese circondare la Sprugola con uno steccato, privando in tal modo la popolazione del borgo e della campagna circostante dell’acqua. Non sto qui a raccontarvi tutta la controversia ma vi dirò come si pensa che probabilmente le cose furono accomodate:

sia Baldassare Biassa quanto la Comunità ebbero la loro parte di torto e di ragione ed è certo che la fontana venne ricostruita e la Sprugola non fu più recinta di muri e steccati, e, d’altra parte, che un mulino del signor Biassa figura nel piano della Spezia in quelle adiacenze in una carta topografica del 1767 dell’archivio di Stato di Genova. La fontana esisteva ancora intorno al 1866.

Per la Sprugola dell’Arsenale nell’inverno del 1896/97 si infisse un tubo nel centro del laghetto per una profondità di circa 30 metri e a questo punto si ottenne un getto d’acqua così violento da trasportare anche ghiaia e grossi ciottoli, e così alto che il getto si poteva vedere all’interno dell’Arsenale, da chi si trovava dall’altro lato del viale Savoia. A causa di proteste da parte dei proprietari prospicienti si ritenne opportuno ridurre la portata del getto.

E’ interessante ricordare che nel 1898 e precisamente nel mese di novembre in seguito a piogge torrenziali alquanto prolungate, la Sprugola dell’Arsenale emise un violento e nutrito getto d’acqua (rogio d’aigua) che raggiunse l’altezza di una dozzina di metri, tanto che passò di parecchio l’altezza del muraglione, ed ebbe la durata di diversi giorni.

L’acqua della Sprugola all’interno dell’Arsenale è sempre stata utilizzata per i bisogni dell’Arsenale stesso: sollevata mediante pompe centrifughe essa e convogliata al filtro di Pegazzano dove viene ozonizzata e da qui ritorna in Arsenale.

Infine ritornando alla Sprugola orientale, tanto per intenderci, questa fu sempre cagione di seri guai per chi si è azzardato di coprirla col cemento. Infatti dopo essere stata circondata da edifici, anche l’ultimo brandello venne occupato: vi costruirono un edificio formato da un solo pianterreno. Nel 1937 però le pareti crollarono ed il podestà del tempo dichiarò inagibile il fabbricato. Intanto il laghetto riaffiorò inghiottendo tutte le macerie. Intorno al 1940 costruirono un altro edificio fiduciosi che il sottosuolo reggesse, ma anche questa volta fu necessario sloggiare a causa di crepe sui muri e cedimenti.

Dopo 26 anni il sindaco Ezio Musiani ordinò l’abbattimento di quel che restava, mentre nel 1968 fu ritentata un’altra impresa edilizia con nuove tecniche che dovevano finalmente sconfiggere la vecchia Sprugola.

I lavori cominciarono e per fare l’edificio dovettero piantare grandi pali in cemento che scesero fino a 25 metri di profondità. Questa palificazione avrebbe risvegliato la polla e adesso l’acqua affiora dal terreno infiltrandosi nei fondi terranei e nei cortili interni. Comunque si può dire che la Sprugola rappresentò davvero l’anima della città e se anche, in un immaginario futuro, dovesse sparire la città resterebbe sempre la Sprugola a raccontare al nuovo viandante la storia di una città di cui lei ne è stata la vera protagonista.

Fonte:  Maestro del Lavoro Francesco Cresci - Storico Spezzino - Coordinatore alle visite guidate dell'Arsenale M.M. (per informazioni Tel. 0187/713889)