Foto: Casimiro Pietrobono

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Biassa si trova a 315 metri sul livello del mare;è una grossa frazione che basava in passato grande parte della sua economia sui grandi vigneti di “Tramonti”nel versante occidentale della collina e, nella seconda metà dell’800, sui lavori di cava per l’estrazione delle pietre necessarie alla costruzione delle opere militari del golfo.


Il nome, che appare nella più antica documentazione come Blaxia, sembra derivare da un personale romano OLASIUS o, meglio, BLASSIUS.

Le prime notizie di Biassa risalgono al XlI secolo, ma soltanto nel 1251 è possibile collocare la "comunitas Blaxiae" nell’ambito di una circoscrizione ben distinta. E’ di questo periodo la costruzione del castello di Coderone, su una dominante collina, a oriente del paese. Con la creazione del castello (1273),fatta da Abedonio “q m. Federico” e da “Canuto de Saluto”in onore del comune e del popolo di Genova, avviene una prima concentrazione demologica, che dagli insediamenti vicinali, sparsi sulle pendici dei Verrucoli e del Parodi, si fissa nella località della Biassa attuale.

Aa me bèla de Biassa

A penso che la te saai piazii
stae ‘nt’er me castèo
tra e ciodende di ‘leandri
a miae o giardin der mae
dal’àoto da nòstra montagna.
E a penso ch’a t’aveai amà
con tiita l’anima
se sortanto na sea de tenpèsta,
boriana e aigoasson,
sU pe’ a via dee Pole,
con l’àigoa ‘nt’e scarpe
e sensa manco l’onbrèla,
dòpo avee bUssà aa te pòrte
ne te te fùssi afacià
e ne te m’avessi ‘ito:
“Cos’ te vè?”


Alla mia bella di Biassa
Penso che ti sarebbe piaciuto! stare nel mio castello/ tra le siepi d’oleandri/a guardare il
giardino del mare/dall’alto della nostra montagna./ E penso che t’avrei amata/con tutta
l’anima/ se soltanto una sera di tempesta,/bufera e acquazzone,/su per la via delle Polle,/
con l’acqua nelle scarpe/e senza neanche l’ombrello,/dopo aver bussato alla tua porta,/tu
non ti fossi affacciata/e non m’avessi detto:/“Che cosa vuoi?’

Poesia di Sandro Guglielmone

 

Il Formentini scrive nel suo "Itinerario storico-artistico del golfo della Spezia e sue vicinanze": 

«E' vero che l'antico centro generatore di Biassa diede origine per successive migrazioni a diversi paesi del versante esterno ed interno del Golfo; di là Monte Nero e Volastra, che originarono a loro  volta Riomaggiore e Manarola, di qua Carpena ed il vico che fu chiamato col nome di Meoli, sopra la Foce(oggi rappresentato dai due gruppi di S. Anna e Sommovigo), Pegazzano e, nell'ambito stesso della città della Spezia, entro il recinto dell'Arsenale, il villaggio di pescatori e marinai che dobbiamo supporre esistito presso la chiesa di S. Erasmo che precedette la chiesa ed il convento di S. Francesco»

Chiesa di San Martino il Vecchio- sulla strada che conduce dal Parodi al Bramapan -opera di lapicidi locali nelle forme del secolo XII con tre ingressi laterali, ciascuno destinato ai tre maggiori gruppi della parrocchia primitiva: Carpena,Riomaggiore e Biassa.

Fu abbandonata verso il Cinquecento.Una pala d'altare in marmo che le apparteneva , con la figura di San Martino e di altri Santi, fu trasportata a Riomaggiore.

Furono scoperti dal Mazzini monumenti megalitici della zona di Biassa: il menhir di Tramonti ed il presunto "lapis terminalis" del Monte della Madonna.

 

Il castello di Coderone

Su una collina , che chiude la vallata di Biassa, è visibile un ampio rudere, si tratta del castello di Coderone, una grande costruzione squadrata,la sua struttura ha subito nel tempo un notevole degrado. L'interno della costruzione è assai compromesso ed è difficile per questo ricostruire lo la disposizione dello spazio interno.Si menziona il castello di Coderone nell'atto di fondazione della Podesteria di Carpena, nel 1273,laddove si ricordano gli uomini di Biassa, quali artefici dell'opera per la Repubblica ligure.Un ramo della famiglia Viano di Carpena venne in possesso del castello, destinato a residenza passati alla storia come i Biassa, trasferiti poi nella piana di Spezia, il castello cominciò il suo declino.Per tanto tempo, poi, questo fortilizio,fu adibito a cimitero ed è ancor oggi indicato come "Camposanto Vecchio".Intorno al castello, esistono ancora ruderi di vecchie costruzioni e i resti di della  chiesetta di Santa Maria Maddalena, posta sull'orlo di una grande cava sottostante.

 

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