A soli quattordici anni
divenne allievo presso la "bottega" del maestro scultore Angelo
Del Santo e vi rimase fino alla morte del maestro avvenuta nel 1938.
Negli anni Venti e Trenta
realizzò le prime sculture in creta e in gesso, più proiettate verso il
futurismo che il tardo-liberty insegnato da Del Santo, come testimonia un’interessante
scultura in bronzo del 1934 Pugilato. Iniziò l’attività espositiva nella
metà degli anni Trenta, nel 1935 partecipò alla rassegna nazionale
"Sogni di madre" (Genova), alla Mostra dei Giovani a Palermo, nel
1937, alle sindacali interprovinciali genovesi (1938-1939), Mostra degli
artisti italiani in armi (1942).
Nel dopoguerra l’attività
plastica si affiancò sempre più frequentemente a quella pittorica, ma
mentre in questa nel 1948 diede vita a La Spezia al "Gruppo dei
Sette" (1948-1952) insieme ad altri artisti spezzini quali Gino Bellani,
Giancarlo Carozzi, Guglielmo Carro, Vincenzo Frunzo, Bruno Guaschino, e
Giacomo Porzano, e in questo ambito produsse opere che potremmo definire
"di astrazione variamente naturalista", le sue sculture sembrano
risentire solo marginalmente di queste esperienze perché molto radicate al
tema della figura anche se una qualche semplificazione astraente la si può
riscontrare in opere di allora e, alternativamente anche in periodi
successivi, ad esempio: La Famiglia (1949), L’Incontro (1973), Contadini
(1975).
Da quegli anni in poi partecipò
ad una serie d’importanti mostre nazionali e internazionali: ad esempio
nel 1949 Mostra Nazionale d’arte contemporanea ad Asti a fianco di
illustri artisti quali Mario Sironi, Roberto Crippa, Renato Birolli, Felice
Casorati, Giorgio Morandi, Alberto Burri. – Mostra Intenazionale "Premio
Costa"(Genova) – Mostra Nazionale di Ravenna - VI Quadriennale di
Roma (1952), dal 1948 al 1958 Mostra Nazionale "Golfo dei Poeti"
La Spezia, Nazionale "Premio Modigliani" Livorno 1956 e 1957,
Quadriennale Nazionale di Torino (1968) e 127° Esposizione Arti Figurative
Torino (1969).*
Nel 1959 Giovannoni costituì
insieme a Carlo Calogero Datola, Rino Mordacci, Angelo Prini il "Gruppo
La Spezia" ed espose con loro a Lugano. Sono quelli gli anni in cui fu
più intensa la sua ricerca pittorica nel campo dell’astrattismo è di
quegli anni una sua dichiarazione:

"…cerco così di
raggiungere, attraverso un costante rapporto tra colore, luce, forma ed
architettura del quadro una visione dell’invisibile e dell’indistinto,
senza cadere nei fronzoli narrativi, senza parole roboanti, con un
linguaggio stringato, di buon gusto e, possibilmente, intelligente".
Negli anni ’50 e ’60
Giovannoni si dedicò anche con un certo successo al cinema amatoriale a 16
mm.; come regista di numerosi cortometraggi a soggetto e documentaristici
ricevette premi e riconoscimenti nazionali e internazionali (Ettaro di mare,
Vigneti sommersi, Uomo solo, Gente nostra, Nicolino, L’ultimo approdo),
questa esperienza arricchì la sua ricerca sulle luci e sui colori che
ritroviamo nelle sue opere pittoriche e grafiche degli anni che seguirono.
Contemporaneamente proseguì il
suo lavoro di scultore e dagli anni ’60 in poi creò numerosissime opere
in legno. I temi ricorrenti di questa ricerca sono stati: uomini e cavalli,
maternità, figure. Significativa e particolarmente ispirata la sua arte
religiosa: Cristo deposto (Chiesa N.S. della Salute La Spezia), La Via
Crucis e l’Altare (Chiesa di San. Bernardo La Spezia), Il Sacro Cuore
(Chiesa di Gaggiola) e molte altre collocate in altre chiese.
Fondò nel ’68 con altri
colleghi la galleria d’arte Il Gabbiano e lì per un ventennio ebbe modo
di proporre le sue opere.
Gli anni ’70 e ’80 lo vedono
protagonista di molte mostre personali e collettive nazionali e
internazionali nella pittura alterna momenti figurativi a momenti astratti e
questi passaggi li espresse anche nella sua vasta produzione grafica
(disegni a china e chine colorate, tecnica mista dove i soggetti sono quelli
di sempre: paesaggi marini, figure e cavalli.
All’inizio degli anni ’90 la
sua operosità subì un rallentamento dovuto all’inizio di una lenta e
inesorabile malattia, ma l’amore per il suo lavoro lo portò a preparare
ancora due mostre importanti l’Antologica a Pignone nel 1992 e Scultori in
Liguria nel secondo ‘900 a Santa Margherita Ligure nel 1995. Con la
partecipazione all’Art Expo di New York nel 1995 uscì definitivamente di
scena.
Muore a La Spezia nel dicembre
del 1997.