Nel catalogo della Mostra così la Prof. Laura MALVANO (Università di
Parigi VIII) prosegue nella presentazione dell’opera di Giovannoni:
(. . .
. .. ) Inizia attorno al 1956 la serie dei paesaggi
che giorno dopo giorno Giovannoni porterà sulla tela direttamente a partire
dalla serrata, suggestiva topografia delle Cinque Terre.
Le ‘lampare sul mare’, i ‘paesaggi marini’ si
succederanno, alternati ai paesaggi della costa, stretti tra il mare e lo
scarso spazio della montagna, dove si accavallano il verde delle vigne, il
bruno o il giallo caldo delle terre tormentate di questo piccolo pezzo della
familiare costa ligure.
I paesaggi serrati e compatti al centro dello spazio dipinto
del quadro possono non evocare la ricchezza delle costruzioni cromatiche di
alcuni artisti francesi (Manessier, Le Moal, Bissière…): richiami a cui
certo non fu estraneo il nomadismo culturale franco-italiano di Birolli.
Ma ugualmente, con un maggiore scarto cronologico, questi
paesaggi sorvolati dall’alto in un’immaginaria prospettiva aerea,
suggeriscono gli spericolati sorvoli di cui fu protagonista, nei lontani
anni ’30, l’aeropittura futurista, che si rivela far parte del bagaglio
culturale dell’artista. Le Sensazioni in giallo o le Impressioni marine,
nel taglio del quadro come nella scelta dei titoli, non possono che
confermare questa lontana parentela.
" I suoi paesaggi - scriveva un critico
- specie quelli delle Cinque Terre, rintanati negli anfratti della costa e
lungo i pendii del monte (…), più che dipinti sulla tela sembrano
talora scolpiti su una magica pietra intaccata dal taglio della
pennellata, che nello svariare dei colori costruisce l’immagine pezzo
per pezzo, attenta a porre in rilievo masse e volumi che trasformano
quell’agglomerato di case, di mare e di campagna in un tutto unico come
emergente da un improvviso alone di fiaba " ( R. Righetti, Carlo
Giovannoni tra pittura e scultura, Mostra antologica, La Spezia, 1984).
Certo queste ‘magiche pietre’ e questo ‘agglomerato di
case e di mare’ non si trasformavano nelle vigorose costruzioni
cromatiche semplicemente grazie alla pertinenza di una definizione
culturale. Il ‘naturalismo astratto fuori da ogni schematismo
scolastico’ di cui si è parlato a proposito della pittura di Carlo
Giovannoni, vuole indicare anzitutto l’impatto diretto tra l’artista e
la pregnante verità del motivo. Ma certo indica ugualmente la sua capacità
a trasferire tale contatto all’interno delle norme formali proprie al
linguaggio dell’arte. Il che significa far convergere nell’opera, come
diceva Bonnard Qle modèle qu’on a sous les yeux et le modèle qu’on a
dans la tête [il modello che abbiamo sotto gli occhi e il modello che
abbiamo nella testa]
(Laura Malvano, Tra l’appello del vero e il rigore
della norma: Carlo Giovannoni e il Gruppo dei Sette, Mostra ‘Carlo
Giovannoni, le Cinque Terre, il Mare’ Riomaggiore e Manarola , 24
aprile 2004)
Alcune delle opere che verranno esposte:

Scogli
nelle Cinque Terre 1985 olio su tela 80x100 cm

Ferrovia
nelle Cinque Terre 1960 olio su tela
70x50 cm.

Manarola
1955 olio su tela 55x68 cm.

Pesca
con lampara 1950 olio su tela 100x70
cm.
(Gruppo dei
Sette)
Maternità 1933 Bronzo 44x40
cm.