Ferruccio Battolini 1992
"...ebbene
in Giovannoni (pittore e scultore, indifferentemente) la voluttà ritmica
appunto è palese e forte, tanto che è impossibile constatare delle
staticità ed è facilissimo invece assorbire visivamente - grazie appunto
al suo dinamismo pittorico (o plastico) - movimenti palpitanti, vivaci
quanto accurate concordie, determinazioni veramente, e ritmicamente,
armoniche. Altro punto da specificare meglio è quello della concomitante
presenza nella sua opera di <<dolcezza e di vigore >>, di
<<squisitezza ed energia>> (per quanto riguarda specificatamente
la scultura è evidente l'importante, decisiva lezione del grande Angiolo
del santo maestro davvero nel <<concerto plastico >>): dolcezza
e squisitezza nell'impaginazione e nella modellazione, vigore ed energia
nella ricerca accanita e pervicace del risultato compositivo generale. E' un
operazione, questa, che pochi riescono a portare a buon fine e che per
Giovannoni è una non evitabile, naturale, necessità: la dolcezza e la
squisitezza sono immediate e spontanee, il vigore e l'energia sono invece
generate nell'ambito di una pacata ma intensa meditazione (tutto poi è nel
segno di una volontà creativa agile e sorvegliata, rapida e pur ben
governata). Conclusivamente direi che ogni gesto di Giovannoni, pittorico o
plastico o disegnativo, è un rapporto costante e molto dialettico fra
<<consistenza (figurale o naturalistica)>> e invenzione, fra
impressione e idea, fra realtà e immaginazione, fra emozione e conoscenza.
Dalla varia intensità di tali rapporti scaturisce la diversa incidenza
dell'una o dell'altra <<componente orientativa>>: talvolta cioè,
particolarmente in alcune sculture sacre, pervaso le Un senso forte e
diretto della realtà; in alcuni paesaggi che mi sono permesso di definire
<<venturiani>> (in riferimento cioè al <<gruppo degli
otto >>, fra Corpora e Afro, Birolli e Turcato, della seconda metà
degli anni cinquanta, sostenuto appunto autorevolmente da Lionello Venturi)
va al potere l'immaginazione, decisa e penetrante, sempre peculiarmente e
one-stamente gestita. Nei paesaggi delle Cinqueterre poi opere davvero
importante tanti e <<storiche>> di Giovannoni l'artista si
lascia avviluppare da una forte <<eccitazione>> per cui gli
incontri strutturali e coloristici riferiti a quel l'incomparabile
<<bene naturale >> diventano brani di natura trasfigurata e
reinventata (realtà-immaginazione), concreto turbamento (emozione
conoscenza), soprattutto e comunque inesorabile e puntuale armonia. Dunque,
Carlo Giovannoni pittore e scultore completo, istintivamente e
con-sapevolmente pilota lo ripeto ancora dell'indispensabile
<<concerta zione>>, sia essa plastica o cromatica, preoccupato
in ogni momento di rag-giungere e consolidare una forte <unità di
visione>>. E poi genuino inter-prete di importanti e vitali
<<settori (umani e naturali) di realtà >> che vengo no proposti
e assunti nelle loro forme più essenziali e armoniose e soprattutto nei
loro ritmi costruttivi spesso inediti e sempre decisivi rispetto
all'acquisizione totale del tema lirico- narrativo, mentalmente ed
emozionalmente costruiti.
Un pittore e scultore Giovannoni che dal periodo prebellico agli anni d'oro
del <<Gruppo dei Sette>>, dal breve momento del <<Gruppo
La Spezia>> (con Datola, Prini e Mordacci) al lungo e splendido ciclo
delle composizioni paesistiche delle Cinqueterre, dagli anni del
significativi lavori d'arte sacra alle deliziose chine, sempre ha
testimoniato la sua fedeltà all'invenzione e ad un acuto senso delle
cosiddette <<diverse verità>>, consistenti e valide
quest'ultime all'interno di un patrimonio visivo, il suo, di prima mano,
ripeto vigoroso e delicato ad un tempo, ricco di intuizioni e di concreta
poesia, di immaginazione libera ed anche sorvegliata. Un patrimonio visivo,
quello del nostro bravo artista, che nasce da semplici quanto cospicui
<<sentimenti primari>> che sostengono a loro volta ogni tipo di
organizzazione formale e soprattutto le tante <<entità reali>>
da lui sempre fortemente e generosamente offerte."