![]()
|
del Poggio, dal quale era possibile controllare e difendere il vecchio abitato della Spezia E’ raggiungibile percorrendo via XXVII marzo, che passava vicino alla parte inferiore della fortificazione che è scavalcata, a quella altezza da un tratto delle antiche mura. Dove è oggi situato il castello già nell’alto medioevo doveva esistere una primitiva opera difensiva. Lo starebbe a testimoniare il rinvenimento durante la fase del restauri, della base di una torre a forma quadrata e di una cinta muraria intorno ad essa.
vedetta, che, secondo alcuni studiosi può spiegare la stessa figura che caratterizza lo stemma comunale della Spezia. E’ però con Nicolò Fieschi che si può datare il sorgere di una fortificazione sul colle del Poggio. Nel tentativo infatti di conservare e rafforzare il suo dominio sul comprensorio spezzino, egli fece costruire 1262 un castello, preesistente all’attuale. Ma la potenza militare della Repubblica genovese ebbe ragione del Fieschi alcuni anni più tardi. Nel 1273 le milizie di Oberto Doria investirono la Spezia e il suo castello;il borgo fu incendiato e le fortificazioni conquistate e smantellate.
alla Repubblica i suoi feudi per 25.000 lire di Genova.La Spezia, che nel frattempo aveva conosciuto una certa espansione ed era stata elevata a Podesteria nel 1343, fu nuovamente messa a ferro e fuoco dalla Compagnia di ventura di Ambrogio Visconti, che , ai primi del 1366, riuscì anche a sconfiggere le truppe genovesi che erano state inviate in aiuto. Dopo questi fatti d’arme, il territorio spezzino fu occupato per alcuni mesi, da una parte degli uomini del Visconti, prima che tutta la compagnia si dirigesse verso la Toscana.
Spezia assunse la decisione e l’onere di costruire il castello e le mura, proprio mentre stava maturando il processo di unificazione con la Podesteria di Carpena ,concessa da Genova, con atto del Doge Domenico da Campofregoso nel 1371. Delle cinta difensive del ‘300 rimangono ben pochi ruderi; in pratica, nelle immediate adiacenze del castello di San Giorgio, un solo tratto, caratteristico con i suoi merli ghibellini e il cammino di ronda nella parte interna.
piana sottostante. Esse correvano a monte della via Biassa, seguivano all’attuale Via Colombo, per poi piegare a monte di Via Sapri, e giunte all’altezza di S. Giovanni, risalire.Le mura rappresentavano cinque torri, ognuna delle quali doveva presidiare una porta d’accesso. In un documento del 1438, vengono citati i nomi di questi apprestamenti difensivi (Sancti Andree, Pontis Maris, Romana,Nova, Sancte Marie) e di almeno quattro corrispondenti accessi al borgo.
in fondo alla via dei Biassa; Romana che forse corrispondeva a porta Sant’Agostino; ed infine Citadelae, che evidentemente era situata alla cittadella. Il percorso delle mura era caratterizzato da una originalità , nel senso che la cattedrale di Santa Maria rimaneva la di fuori di esse.Fu proprio per impedire il saccheggio della Chiesa da parte delle truppe visconte e di Nicolò Piccinino, che gli abitanti della Spezia, nel 1436, demolirono essi stessi l’edificio sacro.
tardi, fu però racchiusa nella cinta difensiva con l’innalzamento attorno ad essa di mura che crearono una sporgenza triangolare nell’antico perimetro della protezione del borgo.Per quanto riguarda la localizzazione del castello trecentesco sono state avanzante dagli storici diverse ipotesi. Per alcuni tale costruzione è senz’altro da identificare con la parte inferiore dell’attuale S. Giorgio, una struttura a pianta pressoché quadrata con una tozza torre circolare nell’angolo rivolto a sud. Per altri invece, il castello dovrebbe coincidere con la bastia, una fortificazione situata più in alto, tale da dominare le difese sottostanti.
‘600 Forte Vecchio della Spezia e poi nel ‘700 Bastione S. Caterina, aveva la forma di dodecaedro, con lato di undici metri e altezza di dieci. Fu demolita sul finire del secolo a seguito della costruzione delle mura dell’Arsenale. In questa seconda ipotesi, la parte inferiore dell’attuale castello S. Giorgio sarebbe stata costruita nei primi anni del 1400.Sul finire del ‘500 e gli inizi del ‘600, furono i genovesi a mettere nuovamente mano alla difesa della Spezia.
Dal 24 giugno il Castello San Giorgio sarà la sede del Museo Archeologico "U. Mazzini"
Fonte: "Castelli della provincia spezzina" Fotografia: Archivio Fotografico Storico Vietata la riproduzione (La qualità delle foto storiche è volontariamente degradata per motivi di copyright©)
|
![]()