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volta è indubbiamente piazza Sant'Agostino, insieme a un tratto di via Sant'Agostino e di via Calatafimi.Nella zona sono riamasti ancora alcuni antichi edifici di carattere signorile come il palazzo De Nobili e quello dove abitò la Contessa di Castiglione e costruzioni di carattere popolaresco come quelle del quartiere del Poggio. Altri caratteristici aspetti della città ottocentesca sono invece scomparsi a causa delle trasformazioni subite nel tempo dal centro urbano per le distruzioni belliche. E' anche da ricordare che in tempi antichissimi la zona attuale della Piazza Sant'Agostino era invasa completamente dall'acqua del mare, tanto che nella metà del '400 fu creato, ai piedi del Poggio, un cantiere per galere che fu attivo fino al 1477.
in parte, dall'abbattimento del vecchio palazzo comunale, (cosiddetto palazzo Cenere) edificio che era stato fortemente danneggiato dai bombardamenti aerei dell'ultima guerra. Era un severo palazzotto grigio, in finta pietra, con una torretta centrale dotata di grande orologio. Era sorto, proprio per iniziativa di Giulio Beverini, nel 1907, su un più antico edificio del XVI secolo.
di essere conservate, furono i capitelli trecenteschi della loggia, accuratamente descritti da Mazzini, essi furono poi collocati, con altro materiale archeologico, nella sede del Museo Civico di Via XX settembre.Possiamo dire, dunque, che questa piazza, per quasi otto secoli, è stata il centro ed il cuore della vita amministrativa del borgo. C'era qui la sede "comunicativa", forse una piccola cappella, la prigione e dove si amministrava la giustizia.
di alcune case è venuto a costare 800 mila lire. Centrato in pieno dai bombardamenti, il palazzo è stato pressoché distrutto. Con parte dei suoi ruderi, colonne, architravi e grossi blocchi sono stati fatti la ristrutturazione del molo Italia e del frangiflutti che gli si affianca. Il totale abbattimento di quest'edificio ha suggerito l'attuale piazza. Essa valorizza la chiesa di Santa Maria ed i due palazzi che le sono ai lati.
con la Via Da Passano. Prende il nome dall'apprestamento difensivo che proteggevala zona in cui si trovava la porta San Giovanni Battista, detta anche Romana. Fu smantellata nell'Ottocento per permettere lo sviluppo della città. Porta di San Giovanni Battista Si apriva nella cinta delle mura per accedere ad una zona chiamata il Torretto che era un modesto agglomerato di case, posto subito fuori della porta. Da lì la strada conduceva verso la piana di Migliarina, aggirando dal lato a mare la collina dei Cappuccini, dove oggi sorge la Piazza Europa.
i suoi confini meridionali nel quartiere del san Gottardo e nella mole del Politeama Duca di Genova che tagliava e chiudeva la direttrice dell'attuale via Chiodo. In quella zona l'espansione del centro urbano trovava un ostacolo naturale nel Colle dei Cappuccini (così chiamato per un antico convento) che si protendeva fino a lambire il mare, e dove nell'800 era stata costruita a difesa del golfo una Batteria anch'essa detta dei Cappuccini. Il promontorio impediva una continuità urbanistica tra il centro e la piana industrializzata di Migliarina, e quindi negli anni venti fu deciso di dare sfogo alla città, sbancando il colle e demolendo la Batteria (soppressa nel 1897) nonché le vecchie case del San Gottardo
nulla, fu, infatti, demolito nella metà degli anni venti per consentire lo sviluppo della città. Agostino Fossati ed altri pittori dell'Ottocento ci ricordano in molti loro quadri, il mulino a vento che sorgeva sul mare, sugli scogli all'estrema propaggine del colle.
è stata l'ultima porta della città ad essere smantellata.Al suo posto ora esiste uno slargo chiamato, dal 1901, piazzetta del Bastione, a ricordo dell'antico apprestamento creato a difesa della porta.Su questa piazza sorgeva l'antica Casa del Sale, monumento che resistette miracolosamente fino a pochi anni orsono, quando fu abbattuta tra polemiche e denunce.
dire l'ingresso della città che si apriva nelle mura, all'altezza dell'odierna Via Felice Cavallotti. Qui si trovava anche un ufficio del dazio, uno dei più importanti della città.Si affaccia a Piazza Mentana il cinema teatro Civico che è certamente uno dei locali di spettacolo più antico della città.
1840 mentre era sindaco Lorenzo Federici, nello scavare le fondazioni, nell'angolo a mare della facciata, si misero in luce i resti di un antico pontile d'attracco, risalente ad un'epoca che vedeva la linea di spiaggia in posizione molto arretrata da quell'ottocentesca.
aveva contribuito a far decadere il Civico, doveva essere abbattuto per la realizzazione del piano regolatore; al suo posto doveva sorgere Piazza Verdi, così come la vediamo oggi. Il Teatro Civico ospitò al piano terra anche la biblioteca civica nata nel 1898 per la fusione con quella della Società d'Incoraggiamento, e trasferita nel 1906 nel palazzo Crozza di Corso Cavour. Poi con la demolizione del Politeama scoccò l'ora del Teatro Civico.
La presenza di servizi pubblici come scuole, poste e telegrafi e, poco oltre, Questura, Amministrazione Provinciale, ne fa luogo il passaggio obbligato, area d'unione tra La Spezia ottocentesca e quella nuova, che si sviluppa oltre Piazza Europa a congiungersi con Migliarina. L'area della piazza è stata ricavata, in gran parte, dalla demolizione del teatro Politeama Duca di Genova e dei vecchi caseggiati che si fronteggiano sul prolungamento di via del Torretto.
dalla parte frontale del palazzo delle poste e, curvando verso il mare, da quella del "palazzo del Governo", e di Via XX Settembre, lambendo le falde della demolita collina dei Cappuccini. Il Politeama, con una quadrata piazza davanti, chiudeva a Levante Via Chiodo, che era una delle più belle ed armoniose vie della Spezia ottocentesca. Era stato costruito nel 1880, su progetto dell'architetto E. Pontremoli, in terreno gratuitamente concesso dal Comune ad Agostino Chiappetti.
in linee neoclassiche, con un finto bugnato nella parte inferiore che saliva a comprendere anche il piano del mezzanino; al di sopra vi erano altri due piani di cui quel nobile risaltava per una cornice ed un ampio balcone che si allungava in quasi tutta la facciata. Dominava il tutto un frontone con la scritta "Politeama Duca di Genova".
Si trova qui anche il palazzo delle Poste e Telegrafi, che fu inaugurato il 12 novembre 1933 su progetto dell'architetto A.Mazzoni. Ha lo stile proprio del suo tempo, massiccio e quadrato, in laterizi e travertino di Monsummano.
si trovava in Corso Cavour tra via Carpenino e via F. Cavallotti. Attualmente le colonne sono incorporate in un negozio, esiste ancora la palazzina con la terrazza superiore, tra via Cavallotti e il,Vico delle Mura, mentre altri edifici sono stati ristrutturati. Fonte: Itinerario-Guida nel Centro Storico Assessorato Pubblica Istruzione Servizio Itinerari DidatticiFotografie: Archivio Fotografico Storico Vietata la riproduzione (La qualità delle foto storiche è volontariamente degradata per motivi di copyright©)
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