iazza Sant'Agostino

 

n punto focale della Spezia di una 

volta è indubbiamente piazza Sant'Agostino, insieme a un tratto di via Sant'Agostino e 

di via Calatafimi.Nella zona sono riamasti

 ancora alcuni antichi edifici di carattere

 signorile come il palazzo De Nobili e 

quello dove abitò la Contessa di Castiglione

 e costruzioni di carattere popolaresco

 come quelle del quartiere del Poggio.

Altri caratteristici aspetti della città 

ottocentesca sono invece scomparsi a causa 

delle trasformazioni subite nel tempo dal 

centro urbano per le distruzioni belliche.

E' anche da ricordare che in tempi antichissimi 

la zona attuale della Piazza Sant'Agostino

 era invasa completamente dall'acqua del

 mare, tanto che nella metà del '400 fu creato,

 ai piedi del Poggio, un cantiere per galere 

che fu attivo fino al 1477.

 

 

 

 

 

iazza Giulio Beverini

 

 

a piazza oggi dedicata a Giulio Beverini (sindaco della Spezia 1897)è stata ricavata,

 in parte, dall'abbattimento del vecchio

 palazzo comunale, (cosiddetto palazzo

Cenere) edificio che era stato fortemente danneggiato dai bombardamenti aerei

dell'ultima guerra. Era un severo palazzotto grigio, in finta pietra, con una torretta

centrale dotata di grande orologio.

 Era sorto, proprio per iniziativa di

Giulio Beverini, nel 1907, su un più antico  edificio del XVI secolo.

 

 

 

e uniche reliquie che sembrano degne

di essere conservate, furono i capitelli trecenteschi della loggia, accuratamente

descritti da Mazzini, essi furono poi

collocati, con altro materiale archeologico,

nella sede del Museo Civico di Via XX settembre.Possiamo dire, dunque, che

questa piazza, per quasi otto secoli, è

stata il centro ed il cuore della vita amministrativa del borgo. C'era qui la sede "comunicativa", forse una piccola cappella, 

la prigione e dove si amministrava la giustizia.

 

 

 

 

 

i primi del secolo con gli espropri

di alcune case è venuto a costare 800 mila

 lire. Centrato in pieno dai bombardamenti,

 il palazzo è stato pressoché distrutto.

Con parte dei suoi ruderi, colonne,

architravi e grossi blocchi sono stati fatti

la ristrutturazione del molo Italia e del

frangiflutti che gli si affianca.

Il totale abbattimento di quest'edificio ha suggerito l'attuale piazza. Essa valorizza la chiesa di Santa Maria ed i due palazzi che le sono ai lati.

 

 

 

 

iazzetta del Bastione

 

ituata all'incrocio di via del Torretto

con  la Via Da Passano. Prende il nome        dall'apprestamento difensivo che proteggeva

 la zona in cui si trovava la porta San

Giovanni Battista, detta anche Romana.

 Fu smantellata nell'Ottocento per

permettere lo sviluppo della città.

Porta di San Giovanni Battista

Si apriva nella cinta delle mura per accedere

 ad una zona chiamata il Torretto che era

un modesto agglomerato di case, 

posto subito fuori della porta. Da lì la 

strada conduceva verso la piana di Migliarina, aggirando dal lato a mare la collina 

dei Cappuccini, dove oggi sorge la

 Piazza Europa.

 

 

l centro urbano ottocentesco ebbe

 i suoi confini meridionali nel quartiere del 

san Gottardo e nella mole del Politeama 

Duca di Genova che tagliava e chiudeva 

 la direttrice dell'attuale via Chiodo. 

In quella zona l'espansione del centro urbano trovava  un ostacolo naturale  nel Colle 

dei Cappuccini (così chiamato per un antico convento) che si protendeva fino a

 lambire il mare, e dove nell'800 era stata

 costruita a difesa del golfo una Batteria

 anch'essa detta dei Cappuccini.

 Il promontorio impediva una continuità 

urbanistica tra il centro e la piana 

industrializzata di Migliarina, e

 quindi negli anni venti fu deciso di dare 

sfogo alla città, sbancando il colle e

 demolendo la Batteria (soppressa nel 1897) nonché le vecchie case del San Gottardo

 

 

 

el modesto rilievo oggi non rimane più

nulla, fu, infatti, demolito nella metà degli

anni venti per consentire lo sviluppo della

città. 

Agostino Fossati ed altri pittori 

dell'Ottocento ci ricordano in molti loro

 quadri, il mulino a vento che sorgeva sul

 mare, sugli scogli all'estrema propaggine

del colle. 

 

 

 

uella di San Giovanni Battista 

è stata l'ultima porta della città ad essere smantellata.Al suo posto ora esiste uno slargo chiamato, dal 1901, piazzetta del Bastione, a ricordo dell'antico apprestamento creato a difesa della porta.Su questa piazza sorgeva l'antica

 Casa del Sale, monumento che resistette miracolosamente fino a pochi anni orsono, 

quando fu abbattuta tra polemiche e denunce.

 

 

 

iazza Mentana

 

 

ccupa attualmente parte dell'area che fronteggiava la "porta a mare", vale a 

dire l'ingresso della città che si apriva nelle

mura, all'altezza dell'odierna

Via Felice Cavallotti.

Qui si trovava anche

 un ufficio del dazio, uno dei più 

importanti della città.Si affaccia a 

Piazza Mentana

 il cinema teatro Civico 

che è certamente uno dei locali di 

spettacolo più antico della città.

 

 

a prima pietra fu posta il 6 luglio 

1840 mentre era sindaco Lorenzo Federici, 

nello scavare le fondazioni, nell'angolo 

a mare della facciata, si misero in luce i 

resti di un antico pontile d'attracco, 

risalente ad un'epoca che vedeva la linea

 di spiaggia in posizione molto arretrata

 da quell'ottocentesca.

 

 

 

 

  

l Politeama Duca di Genova, che tanto

 aveva contribuito a far decadere il Civico, 

doveva essere abbattuto per la realizzazione

del piano regolatore; al suo posto doveva

 sorgere Piazza Verdi, così come la

vediamo oggi. 

Il Teatro Civico ospitò al piano terra 

anche la biblioteca civica nata nel 1898 

per la fusione con quella della Società d'Incoraggiamento, e trasferita nel 1906 

nel palazzo Crozza di Corso Cavour.

Poi con la demolizione del Politeama

 scoccò l'ora del Teatro Civico. 

 

 

iazza Verdi 

 

 

ostituisce uno dei punti focali della città.

 La presenza di servizi pubblici come

 scuole, poste e telegrafi e, poco oltre, Questura, Amministrazione Provinciale,

 ne fa luogo il passaggio obbligato, area d'unione tra La Spezia ottocentesca e

quella nuova, che si sviluppa oltre Piazza Europa a congiungersi con Migliarina.

L'area della piazza è stata ricavata, in

gran parte, dalla demolizione del teatro Politeama Duca di Genova e dei vecchi caseggiati che si fronteggiano sul prolungamento di via del Torretto.

 

 

 

 

uesta si snodava nell'area occupata oggi

dalla parte frontale del palazzo delle poste

e, curvando verso il mare, da quella del

"palazzo del Governo", e di Via XX

Settembre, lambendo le falde della 

demolita collina dei Cappuccini.

Il Politeama, con una quadrata piazza

 davanti, chiudeva a Levante Via Chiodo,

che era una delle più belle ed armoniose

 vie della Spezia ottocentesca. Era stato 

costruito nel 1880, su progetto dell'architetto

E. Pontremoli, in terreno gratuitamente 

concesso dal Comune ad Agostino

Chiappetti.

 

 

 

 

 

 

l nuovo edificio si presentava

 in linee neoclassiche, con un finto

bugnato nella parte inferiore che saliva a comprendere anche il piano del mezzanino;

al di sopra vi erano altri due piani di cui quel

 nobile risaltava per una cornice ed un ampio balcone che si allungava in quasi tutta la facciata. Dominava il tutto un frontone con

la scritta "Politeama Duca di Genova".

 

 

Si trova qui anche il palazzo delle Poste

 e Telegrafi, che fu inaugurato il 12

novembre 1933 su progetto dell'architetto A.Mazzoni. Ha lo stile proprio del suo

 tempo, massiccio e quadrato, in laterizi

e travertino di Monsummano.

 

 

 

na volta il palazzo delle Regie Poste  

si trovava in Corso Cavour tra via

 Carpenino e via F. Cavallotti.

Attualmente le colonne sono incorporate 

in un negozio, esiste ancora la palazzina 

 con la terrazza superiore, tra via Cavallotti 

e il,Vico delle Mura, mentre altri edifici 

sono stati ristrutturati.

 

Fonte: Itinerario-Guida nel Centro Storico Assessorato Pubblica Istruzione Servizio Itinerari Didattici

Fotografie: Archivio Fotografico Storico

Comune della Spezia

Vietata la riproduzione

(La qualità delle foto storiche è

volontariamente degradata per motivi di copyright©)