E' oggi la più eccentrica frazione di Beverino. Nata come filiale della Pieve di Pignone  fece parte dei domini degli Estensi e fu infeudata agli stessi signori che ebbero anche il castello di Ponzò.

Il castello di Corvara, le cui rovine sono citate dal Vinzoni, ebbe una notevole importanza grazie alla posizione strategica che occupava. Corvara, citata già nel 1077 in un documento d'Arrigo VI, fu una delle Podesterie più importanti del circondario della Liguria Orientale nel sec. XII, ma cessò tale funzione nel 1458, quando entrò nella vicaria della Spezia. Il castello a lungo conteso tra i Marchesi e la Repubblica, fu venduto nel 1211 da Begino, signore di Corvara e Ponzò, per la somma di lire 1.800. I Malaspina lo ebbero in consegna e s'impegnarono a non richiederlo a Genova, ma nel 1216 il figlio di Begino, a sorpresa occupò il castrum per poi riconsegnarlo a Guglielmo Malaspina: per questo motivo i membri della Compagna attaccarono e distrussero Corvara, costringendo i marchesi a consegnare il castello. Passato ai Fieschi, il castello è ancora menzionato nel 1273, quale punto d'appoggio nella spedizione di Oberto Doria contro La Spezia.

Sulla strada che da Piandibarca conduce a Pignone e quindi prosegue per Soviore-Levanto-Monterosso, all'incrocio con la via che sale a Corvara si trova il Santuario della Madonna del Trezzo.

L'origine di tale nome deriva proprio dal luogo in cui sorge il Santuario: al Trivio di strade, Trezzo è dunque una volgare traduzione di Trivio.

 L'antica cappella,poi tramutata in ricovero per i viandanti quando,nel XVIII secolo,venne fabbricato l'oratorio dove è custodito un quadro della Madonna,tra le sante Apollonia e Lucia,datato 1586, questa cappella  dipende dalla parrocchia di S. Michele.Presso la chiesetta del Trezzo era stata rinvenuta una testa in marmo dell'epoca romana, attualmente dispersa.

 

Iscrizione incisa su di una pietra della chiesa di San Michele  con data 10 marzo 1300.

La chiesa di San Michele, fondata  il 10 marzo del 1300 secondo la lapide  murata nel prospetto dell'edificio e poi ricostruita al principio del XVIII secolo possiede un ampio piazzale che si affaccia sul panorama del paese e delle case aggruppate,a scala, e circondate dal verde intenso della campagna.

 

«Crovara»

Da Lunigiana ignota -Il Viandante-

(Carlo Caselli) pag.233

 

 "...Alla destra del torrente s’eleva un alto colle che porta il nome di Castellaro e dietro sorge sopra un’altura il piccolo paese di Crovara, rinomata Podesteria con una pagina che fa parte della storia della Repubblica dì Genova. Nel punto più elevato sono ancora in piedi pochi muri coperti d’edera, avanzi dell’antico castello che fu prima degli Estensi,confermato dall’imperatore Arrigo IV nel 1077, poi nel 1164,da Federico I,assegnato ad Obizzo e Guglielmo Malaspina. Da questi, nel 1202 ceduto a Goffredo, Vescovo di Luni, poi passato in feudo a Nicola Fieschi Conte di Lavagna,ed  infine, dal suoi eredi, nel 1276, venduto alla Repubblica di Genova.

Poco distante dai ruderi del Castello, restano ancora le vestigia d’un acquedotto lungo circa 2 miglia, che portava l’acqua all’abitato,quand’era capoluogo di Podesteria e da essa dipendeva Vernazza, Pignone, Bracelli e Beverino, all’epoca cioè della sua maggior potenza, quando per armare le galee, che presero parte alla seconda crociata, poté fornire alla Repubblica 100 uomini, tanti quanto ne fornì Chiavari, più di Portovenere e di Levanto che l’uno ne diede 26 e questi 20."