Luni non può dirsi etrusca pur essendo storicamente accertato che il primo contatto tra Liguri e Romani avvenne alle rive del Magra:La città fu fondata nell'anno 177 A.C. da duemila cittadini romani.

L'impianto di Luni è militare:la natura castrense che è presente nella pianta della città, non ammette dubbi in proposito nata colonia,per ovvie ragioni,non disgiunge mai dal fatto abitativo quello logistico commerciale e di controllo  militare dell'intera zona.La città risultò essere 23 ettari di Roma trapiantati in territorio apuano:anche se attualmente il lento interramento l'ha portata a due chilometri dal mare, Luni sorgeva sulla riva  e il porto è un punto d'appoggio navale per la politica mediterranea di Roma, quello di Luni infatti, con quelli di Pisa e Genova, costituisce un polo nodale su cui questa può basarsi con sicurezza nelle operazioni militari,poi dopo il tramonto come porto trova la sua nuova vita nella funzione industriale.

La disponibilità del marmo lunense spinge gli abitanti  a realizzare  con questo i templi,le case ,la maggior parte delle costruzioni della città, non solo, ma dopo l'imbarco i blocchi cavati raggiungono Roma e più lontani scavi mediterranei, il che assicura alla città una florida economia. A questo commercio ci si aggiunge quello del formaggio che, confezionato in grandi forme e marchiato con il simbolo lunato, veniva anch'esso esportato in grandi quantità.Intorno al IV secolo dopo Cristo , diminuita la richiesta del marmo apuano esso viene ridotto e la città inizia la sua decadenza.

L'interramento dello specchio d'acqua andò progressivamente aumentando, il fiume non più convogliato compì la sua opera distruttrice impaludando la sua foce, la malaria sopragiunta inviterà gli abitanti all'esodo, le scorrerie saracene  e  le invasioni completeranno con la distruzione della decadenza di Luni.

Sarà la diocesi a resistere ancora,ma nel 1204 la bolla di Innocenzo II sancirà  definitivamente il suo trasferimento nella vicina Sarzana; la fine della città sarà così irreversibile.

 

Delle mura  restano molti tratti di fondazione e del l'impianto castrense il cardo e il decumanus il cui incrocio è nel luogo dove sorge il Museo Nazionale Archeologico. All'esterno delle cinte murarie si elevano i resti dell'imponente teatro ellittico costruito nel I secolo d.C., di esso rimangono i grandi archi delle strutture delle gradinate ormai spoglie di ogni decorazione. All'interno,invece,il decumano separa il Capitolium dal forum che è il vero centro della trama urbanistica della città, a lato di quest'ultimo i cosiddetti Horrea, i depositi interrati per le granaglie ed il tempio Diana

Splendida di candidi marmi fu esaltata per la sua ricchezza e per l'operosità del suo porto,da Ennio, da Persio,da Polibio e poi ancora da Scribonio da Rutilio Namaziano fino a Stefano Bizantino.Fu importante centro per la diffusione del cristianesimo, tanto che un suo cittadino ,Eutichiano,sarà papa nel 272 d. C.