Da origini antiche; il nome del borgo, derivato dalle forme medievali "Podenzolo", Poncolo, sembra scaturire da un medesimo etimo frequente in Lunigiana, legato al latino podium, poggio, collina.

 

Quest'antico borgo, in comune di Riccò del Golfo, sorge arroccato su una sommità rocciosa (m. 325 s.l.m.), ultima propaggine della catena di colline che separano la Val di Vara dalle Cinque Terre.

 

Il nucleo del borgo, d'esigue dimensioni, conserva ancora intatta l'originale struttura medievale, così frequente in tutta la Val di Vara.

La serie di abitazioni è aggregata concentricamente al castello, situato al culmine della collina, del quale non restano tracce consistenti, soltanto frammenti delle possenti mura di un tempo.

Le vie interne del paese, oggi purtroppo quasi interamente cementate, vietano la penetrazione d'ogni veicolo e si snodano, concentricamente lungo il borgo. Le semplici case, sono raggruppate tra loro, con muri indivisi e privi di accessi esterni, così da formare una muraglia continua. I tetti erano coperti in tempo di "ciape" d'arenaria.

 

Il castello di Ponzò doveva appartenere al sistema di difesa dei vescovi di Luni, compreso con tutta probabilità nei territori pervenuti agli Estensi dalla divisione dei dominii obertenghi (come del resto le vicine Carpena e Corvara), tra i secoli XII e XIII il castello di Podençolo fu sede dell'omonima consorteria edilizia, che aveva diritti anche sui prossimi castelli di Carpena e Corvara.

 

I signori del luogo si trovavano in posizione favorevole per accedere al mare verso le Cinque Terre: qui Enrico da Ponzò, nel 1206, acquistò da Genova il castello di Vernazza.Gli stretti rapporti tra i signori locali e Genova risultano, oltre che dalla loro iscrizione al Libro dei Feudatari della Repubblica (1209-1265), anche dall'appoggio fornita dal comune a Begino, signore di Corvara e Ponzò, in lotta contro Guglielmo Malaspina che rivendicava il castello di Corvara. Nel 1241 i signori di Ponzò consegnarono il castello ad Oberto Pallavicino, vicario di Federico II, in guerra contro i genovesi che si ristabilirono in breve tempo il loro dominio. Acquistato dai Fieschi e da questi riarmato contro Genova nel periodo della lotta contro il governo ghibellino (1272-1274), fu ripreso dal Capitano del popolo Oberto Doria e, successivamente, venduto dal conte Nicolò Fieschi alla Repubblica (1276)