Galleria Fotografica della Chiappa

                     

 

Le origini della Parrocchia

Il territorio della Chiappa è parte della pieve di Marinasco,come Rebocco,le Botteghe,la Stra.La Foce, Torracca,Sant'Anna, Sommovigo, Cozzano, Guerzedo, Sarbia, Maggiano e altre minori.Prima del mille questa pieve, ricordata in un  atto di rilevamento dell'anno 950, comprendeva tutto il territorio della Spezia.

Agli inizi del secolo XX, la Chiappa ebbe un considerevole sviluppo demografico e oggi costituisce il prolungamento del capoluogo, da Porta Genova fino all'ex polveriera Lombacca.

Sorge a 44° 5' di latitudine Nord e 2° 34 ' di longitudine ovest del meridiano di Roma, in un altipiano a 48 metri dal livello del mare, in una splendida conca,circondata dalle colline di Sarbia, Stra, Marinasco, vicino al torrente Colombaro, in cui si gettano altri torrentelli dei quali il maggiore è il Borzonasco.

Sulle colline crescono olivi e vigne in una gradazione di pianelli  un tempo coltivati a grano, legumi e ortaggi.Ad est e a sud-est scende il  muro di cinta della città, da Porta Castellazzo a Porta Riviera rotto in più parti per il passaggio delle strade; di esse la principale è via Genova che immette fuori di città in  linea diretta, dopo l'abbattimento della monumentale Porta Genova.

Villa De Nobili

Foto: Diego Felicetti

 

Lungo questa via,di fronte alla villa dei marchesi De Nobili,  un Oratorio,ottagonale, dedicato a San Bernardo abate.Appartiene ai Marchesi che lo costruirono nel 1838 in sostituzione di quello, assai più antico,demolito per far largo alla strada napoleonica Genova-La Spezia; vi trasferirono il quadro di San Bernardo abate, che la popolazione onorava.Il culto del santo mai cessò, neppure nei trent'anni trascorsi senza la chiesa, questo Oratorio diventò per benevolenza del Marchese una chiesetta della Chiappa.

 

Scuola Elementare A. Manzoni

 

 

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Monumento ai Caduti in Guerra

 

Il monumento ai Caduti in guerra posto nella piazzetta De Nobili alla Chiappa è opera dello scultore Carlo Fontana,nato a Carrara il 5 ottobre 1865.

 

La statua  è composta di un blocco di marmo monolitico,di grandezza elevata:il soldato a torso nudo,incide sulla roccia con la punta dell'arma la parola "PATRIA". 

E' il messaggio si sintesi che lega tutto un popolo,perché nell'unità della patria vivono i morti che sono esaltati e i superstiti assaporano il dovere di affrontare senza timore le insidie dell'avvenire.

 

L'inaugurazione del monumento avvenne la domenica 29 giugno 1928 alla presenza del popolo e delle Autorità,che ammirarono la pregevole opera dello scultore Fontana.

 

 

Monumento ai Caduti in guerra

Piazza De Nobili 

Foto: Diego Felicetti

 

Chiesa Parrocchiale di San Bernardo

Foto: Casimiro Pietrobono

 

La Parrocchia

Nel 1898,il Vescovo  della diocesi Mons. Giacinto Rossi visto il bollettino demografico della Spezia che segnava per Marinasco cinquemila abitanti di cui tremila erano della zona della Chiappa,Botteghe e Rebocco incitò Don Scopesi di costruire una chiesa per la zona della Chiappa.

La scelta del luogo

Occorreva scegliere il luogo per la nuova chiesa. Il geometra Brozzo fu delegato ad approcci poiché la prima scelta riguardava il terreno fra il palazzo Zambelli e quello dei eredi Cocchi, sulla via Aurelia, ma le pretese troppo alte dei proprietari bloccarono le pratiche.Allora l'arciprete di Marinasco Don Bernardo Scopesi volse l'attenzione alla proprietà del marchese De Nobili,l'acquisto di circa cento mq. al prezzo di £ 7.000 fu concluso presso il notaio P.Boracchia il 30 giugno 1903.Dopo un anno alle ore 11 del 12 giugno, il vescovo Giovanni Carli pose la prima pietra e sotto questa venne deposto un astuccio di piombo contenente la pergamena firmata da tutte le autorità presenti.Fu padrino il nobile GioBatta Biassa, presidente della fabbriceria di Marinasco e madrina la marchesa Maria De Nobili nata Castagnola.La costruzione, progettata dal geom. Erminio Lonati, progredì per merito dell'impresa di Vincenzo Sabatini,fabbriciere. Era prossima la copertura quando il 30 agosto 1904 Don Bernardo Scopesi morì.La chiesa non era compiuta, ma io fondatore la ricordò nelle sue ultime volontà e per suo merito fu presto ultimata.