San Venerio fu una delle più importanti Pievi delle diocesi di Luni,sorta su un antico "pagus" romano.Avevo giurisdizione sulla riva orientale del Golfo,su Isola, Migliarina ecc..Per deficienza di clero secolare nel 1525 la Pieve fu unita al Monastero del Tino e ne furono costituiti parroci gli Abati pro tempore, che nominavano un Curato in loro sostituzione.

La sede della Parrocchia venne trasportata nel secolo XVII dalla Pieve nell'oratorio di San Rocco, che nel 1744 fu ampliato nella chiesa attuale.

La sua antichità è dimostrata da una lapide paleocristiana non posteriore al V secolo.Venne ricostruita nel 1085.

Il 17 ottobre 1952 la zona della Pieve veniva smembrata dalla Parrocchia dei S.S. Rocco e Venerio e diveniva sede della nuova Parrocchia del Cuore immacolato di Maria,civilmente riconosciuta il 4 dicembre 1955.

 

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La Pieve di San Venerio di Migliarina,posta ai piedi delle colline nel alto orientale dal golfo,già parte del distretto castrense di Vezzano e ormai inglobata dall'estrema periferia della città della Spezia. è dedicata ad un monaco eremita , la cui vita fu legata al  mare, morto in ascetica solitudine nell'isola del Tino agli inizi del VII secolo.durante l'ultimo periodo di denominazione bizantina in Liguria. I resti di Venerio,, secondo la tradizione agiografica,sarebbero stati poi trasportati per volere del vescovo di Luni nella chiesa di terraferma,che a lui sarebbe intitolata, mentre anche un'altra fondazione ecclesiale sull'isola avrebbe consacrato il luogo della primitiva sepoltura; in seguito, a causa delle scorrerie piratesche,sarebbero stati traslati a Reggio Emilia, ove il culto si collega a quello di San Prospero:Soltanto nel 1959 una parte delle reliquie (il cranio) è tornata alla Spezia,per concessione  della Santa Sede, e il 13 settembre si celebra con solennità la festa del santo,divenuto patrono del golfo e dei fanalisti.

La basilica di terraferma,ricostruita a pianta biabsidata a mononave nel 1084,elevata a pieve nel secolo XII. è stata oggetto di scavi archeologici e studi che hanno messo in  luce una successione di fasi indicanti  una continuità di insediamento o di culto ,ancora in parte visibili sotto la pavimentazione del presbitero.Sfrutta un robusto muro di recinzione romano e si appoggia ad una torre campanaria della metà del secolo XI.

 

 

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