Riccò del Golfo borgo lineare circondato dalle frazioni di Casella, Valdipino, Quaratica, Polverara e Carpena, tipici esempi di aggregati rurali meritevoli di visita.Il comune più meridionale della Val di Vara con una notevole estensione territoriale (3.692 ettari) dallo spartiacque delle Cinque Terre.Dista a soli 12 chilometri dalla Spezia

Il comune di Riccò, in origine era una dipendenza del principale castello di Ponzò, centro medievale d'importanza strategica nei collegamenti tra il mare  e l'entroterra.

Riccò del Golfo è oggi al centro di un esteso territorio con numerose frazioni, ma anticamente era solo una piccola dipendenza del castello di Ponzò con funzione di stazione di sosta tra l'entroterra genovese e la Toscana, nella quale si fermavano i viandanti, pellegrini e soldati, il suo nome originario era Riccolo che diventò per troncamento Riccò.

Molto antico era l'Ospizio di S.Cristoforo, dove è oggi la cappella di Ns. Signora della Neve. Questo ospizio era nominato insieme a quello di S. Antonio nella Valle di Pin (Valdipino) nella caratata del 1612 (operazione di stima sui beni stabili compresi nella giurisdizione della Spezia)ed i beni di entrambi risultavano non soggetti ad estimo; la denominazione dell'Ospedale di Riccolo dipendeva dalla intitolazione della Parrocchia di Ponzò allo stesso Santo.

 L'Hospitium Pauperum (si conserva ancora l'iscrizione) dava ospitalità ai pellegrini ed era costituito da tre camere una per le donne e una per i religiosi e da una cappella. La gestione di questo ospizio (locali e chiesa) fu affidata alle parrocchie di Ponzò e Riccò fino al periodo napoleonico nel quale Carpena, Ponzò ,Valdipino e S. Benedetto ,che erano località distinte ,vennero unificate nell'unica municipalità di Riccò, mentre gli Enti religiosi, quindi anche l'hospitium, vennero soppressi.

Gli abitanti di queste frazioni nel passato vivevano lavorando la terra e tessendo al telaio, vi erano 14 mulini ad acqua ai quali venivano da località lontane ed anche quattro frantoi.

L'ammirazione per gli scalpellini è ancora viva perché, come abbiamo evidenziato, ci sono i resti nel paese e nelle frazioni di molti manufatti in arenaria: scalini, volte, colonne e nel paese di Casella troviamo delle "Madonette", piccole statue antropomorfe di delicatissima fattura.