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Lo scrittore E.De Amicis racconta nel suo romanzo "Sull'Oceano" l'arrivo degli emigranti al porto di Genova e l'affollato imbarco sulle navi per affrontare la traversata che li porterà lontano per sempre: "La
maggior parte, avendo passato una o due notti all'aria
aperta, accucciati come cani per le strade di Genova,
erano stanchi e pieni di sonno. Operai, contadini,
donne con bambini alla mammella, ragazzetti che
avevano ancora attaccata al petto la piastrina
dell'asilo infantile, passavano, portando quasi tutti
una sedia pieghevole sotto il braccio, sacche e
valigie d'ogni forma alla mano o sul capo, bracciate
di materassi e di coperte, e il biglietto col numero
della cuccetta stretto fra le labbra.Delle povere
donne che avevano un bambino in ciascuna mano,
reggevano i loro grossi fagotti coi denti; delle
vecchie contadine in zoccoli, alzando la gonnella per
non inciampare nelle traversine del ponte, mostravano
le gambe nude e stecchite; molti erano scalzi, e
portavan le scarpe appese al collo…
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