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Cenni storici Ameglia conserva il fascino del borgo medievale, anche perché il carattere compatto non ha permesso l'inserimento di strutture architettoniche diverse. L'insediamento amegliese potrebbe risalire all'età del ferro, come sembra dimostrare la vasta necropoli che è stata individuata nelle vicinanze del borgo. Ennio Silvestri, autore del libro "Ameglia nella storia della Lunigiana" parla di un villaggio etrusco ligure, di un successivo villaggio romano e,poi, del castello medievale dei vescovi lunensi. Nel 963 si cita per la prima volta il "Castrum de Ameliae" come possesso vescovile. Ubaldo Mazzini, invece, in "Dante e la Lunigiana" afferma che il borgo di Amelia risale al 1174, quando vennero ad abitarlo gli uomini di Pietracoperta distrutta in quell'anno dal Comune di Genova, durante la guerra con i Malaspina; e che alla fine del XIII secolo risalirebbe la costruzione della torre del castello e quindi la definizione del luogo come "castrum".
La collina degli antenati Sulle colline che circondano il borgo medievale di Ameglia, sulla sponda destra del fiume Magra,c'è la storia dei nostri antenati,vissuti in quelle terre quattro secoli prima di Cristo.Una storia che sembrava persa per sempre e invece,è rimasta sigillata per millenni nella necropoli di Cafaggio.Si tratta dell'unica e più completa documentazione della presenza in Liguria della popolazione ligure-apuana prima che fosse spazzata via dai romani e se ne perdesse quasi la memoria.Un patrimonio di inestimabile valore storico e archeologico,riportato alla luce una ventina di anni fa (le prime scoperte,del tutto casuali risalgono alla fine dell'Ottocento e ai primi del Novecento) Nella necropoli sono stati ritrovati un migliaio di oggetti nei monumenti funerari assieme ai resti dei corpi cremati:orecchini d'oro con lavorazione a filigrana e pendagli in argento provenienti dalla Etruria meridionale,spiralette,anelli a verga,pendagli di collana in oro,argento,bronzo e vetro. Dell'area padana-celtica sono, invece,i corredi d'armi.E' stato ipotizzato uno stanziamento celtico legato allo scalo di Portus Lunae.Tra i reperti,anfore greco- italiche e ceramiche d'importazione tosco-laziale che testimonia l'inserimento di Ameglia fra gli scali commerciali della rotta che distribuiva i prodotti delle officine dell'Etruria nel Mediterraneo
Si trova nel cuore del Caprione, su una altura che domina il golfo della Spezia e la piana del fiume Magra.E' un borgo fortificato e tracce delle mura sono ancora visibili percorrendo via delle Mura fino all'antica porta d'entrata del paese:Alla fine del '400 risale la costruzione della chiesa, che conserva pregevoli sculture e opere pittoriche. Nel 1944 subì un bombardamento che cambiò la fisionomia del borgo, al posto di quelle case ora sorge piazza XIII Dicembre. Il Caselli nella Lunigiana ignota -Il Viandante- scrive: "A sud del abitato, a metà costa del Monte Caprione si trova la Fontana del Ferro o Ferrara, che dà acqua ricca di ferro.In seguito a scavi eseguiti in vicinanza della sorgente, si sono trovati tubi di terracotta con 70 cm. di diametro e portanti impronte di sigilli dell'epoca dell'Impero Romano, ciò che prova evidentemente che quest'acqua era conosciuta e captata fin dagli antichi tempi.Si sono trovati avanzi di opere grandiose il che fa supporre che ai tempi della vicina Luni vi fosse un vero stabilimento di cura." Da vedere: Chiesa di San Pietro,la Porta, la via delle Mura, la Piazza XIII Dicembre
Montemarcello Foto Giuseppe Arena©
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Il Castello di Ameglia Al castello si accede percorrendo via Roma fino a Piazza Francesco Sforza. L'acropoli costituita dal castello,oggi inserito nel palazzo comunale sono visibili ingenti resti,misura 16 x 10,80 e 12 metri d'altezza;un vasto cortile che misura 52x30 metri e uno spiazzo denominato "Fosso".Attorno all'acropoli si sviluppa una triplice cerchia di mura.La merlatura è guelfa, la torre è di forma cilindrica ,similmente a quella delle torri di Ortonovo e di Montemarcello , potrebbe indicare un ascendenza romano-bizantina, era poi divisa in piani e nella parte inferiore erano ubicate le prigioni. Il castello fu occupato, nel corso del XIII secolo prima dai sarzanesi e poi dai genovesi.Nel XV secolo il feudo fu proprietà di Castruccio Castracani; in seguito passò sotto il dominio dei Visconti, degli Sforza e nuovamente dei genovesi, che stabilirono il loro potere in Lunigiana e Val di Magra.Oggi il castello è di proprietà comunale.
Da Vedere: Il Castello- oggi sede comunale La Pieve di San Vincenzo- presenta diversi elementi della fase costruttiva del Cinquecento Oratorio dell'Assunta- Necropoli Ligure-l'abitato possiede numerosi portali in lavagna. Ameglia appartiene a l gruppo di borghi medievali a "schema avvolgente", le abitazioni si svilupparono concentricamente al castrum originario(poi sostituito dalla torre pentagonale)e quindi si espansero , con andamento a più gironi, a quote più basse,senza rompere mai l'unità della struttura urbana a pianta ellittica.
Indirizzi Utili:
Ente Parco di Montemarcello-Magra Via Paci,2 19038 Sarzana (SP) tel. 0187/691071 fax. 0187/606738
Punto Informazioni del Parco Via Nuova,48 19030 Montemarcello Ameglia (SP) tel 0187 /670910
IAT Pro Loco Montemarcello Via Nuova,48 19030 Montemarcello Ameglia (SP) tel 0187 /600324
Portesone. Era un villaggio agricolo pastorale, con case costruite in pietra.Nel 1500 la popolazione venne decimata dalla peste e i pochi sopravvissuti si rifugiarono nella vicina Barbazzano.Le casi ancora esistenti mostrano che si trattavano di costruzioni adibite a stalla al piano terra e ad abitazione al primo piano.La mancanza di scalinate fa supporre che l'accesso avvenisse tramite scale di legno mobili che in caso di incursioni piratesche venivano tolte.
L'uccisione del Carnevale L'omo ar bozo è la morte del Carnevale:una persona scelta a caso,si finge reo confesso di gravi delitti e si sottopone al giudizio degli anziani del paese: il viso gli viene annerito con il carbone pestato e viene processato.Uno dei vecchi aprendo un gran libro,pronuncia la sentenza di condanna:cento scudi d'oro di multa o il Bozzo,bozo.E' uno stagno in cui si raccoglievano le acque che alimentavano i mulini.Se il condannato non paga la multa deve essere gettato nello stagno,nel bozo appunto.Il bagno finirà con una gran festa per il condannato che viene asciugato,cambiato d'abiti e rifocillato.
Bocca di Magra: Alle spalle di Bocca di Magra sorge il monastero di Santa Croce del Corvo, fondato nel 1176. Grazie ai Padri Carmelitani Scalzi è uno dei più bei luoghi di preghiera di tutta la Liguria.
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