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Testo a cura di S. Guglielmone I testi sono di proprietà degli autori. |
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Così chiamato per il probabile
accostamento a "Capra", come animale simbolo di allevamento del
bestiame o di significato sacrificale,o, come evidenziato dalle due radici
"Car" e "Pria" ambedue con il significato di
"pietra, sasso",esso raccoglie gli antichi
villaggi di Ameglia, Montemarcello, Bocca di Magra e Tellaro.
AMEGLIA vedi www.lasprugola.com/ameglia Già villaggio in antichità abitato dai liguri Apuani (è molto importante la necropoli del sesto secolo avanti Cristo ancora per la maggior parte da scavare), divenne dopo la definitiva conquista da parte delle legioni romane colonia dell’impero. Il suo etimo deriva da "A-melia", vale a dire "la collina", toponimo peraltro diffuso nella zona in cui abitavano gli antichi liguri. Esiste nel vicino capoluogo di provincia la località "Migliarina" intesa come Meliarinus (piccola collina) e Melara. Nella fascia della Liguria bisogna arrivare fino a Ventimiglia per trovare l’antica capitale dei Liguri "Intemeli", che abitavano la località "Alb in te mel", vale a dire le "popolazioni alpine che vivono sulle colline". Ameglia, già nominata nel codice Pelavicino nell’anno 963, fu sede vescovile, congiuntamente alla vicina Sarzana. Dopo alterne e secolari vicende, tra cui la dominazione di Firenze, Lucca, Milano, Pisa, divenne parte della Repubblica genovese.
MONTEMARCELLO vedi Orto Botanico Frazione del comune di Ameglia, deve il suo nome al castellaro qui fortificato in seguito alla conquista del console Marcello, nel 155 a.C. Fu costituito in parrocchia nel 1474, in seguito ad un consiglio tenuto dai capifamiglia, al fine di non doversi recare per tutte le cerimonie religiose quali battesimi cresime matrimoni e funerali, nella vicina Ameglia. Paese arioso e soleggiato, ebbe un’economia che gli permise di sopravvivere per secoli legata alla coltivazione dell’olivo, della vite, ed alla produzione di caciotte e di formaggi in genere, con cui commerciò tramite la Via dei Compianari, diretta verso la zona Parmense, che attraversava tutte le valli del fiume Taro e Ceno, e verso la vicina pianura tosco-ligure.
TELLARO vedi Tellaro L’etimo di questa località sembra derivare, secondo alcuni, da "Tellus Ara", cioè Altare della Terra, con riferimento al "mundus" dei "cavanei", recinti di pietre in antico forse coperti da cupole, legati a riti funebri o a ricoveri di greggi. Altri hanno rilevato nel nome la derivazione dal celtico "Tular" (o Thule), con significato di "ultimo possedimento" (al sud). Non è da meno tuttavia l’ipotesi della derivazione del suo nome dall’arabo "Tel", che significa "collina".Molto nota è la leggenda del polipo che salva il paese, in una notte intorno all’anno mille, dall’invasione delle galere saracene. Per quanto riguarda il carattere dei suoi abitanti, esiste un detto simpatico:"T’ei ciü rüvido dii scogi de Telao"….. sei più ruvido degli scogli di Tellaro…
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BOCCA DI MAGRA Borgo nato, insieme alla vicina Fiumaretta, verso la metà del 1800, quando da Ameglia e da Montemarcello, in occasione della posa del cavo sottomarino telegrafico per la Corsica, scesero molte famiglie che qui si stabilirono, coltivando in seguito appezzamenti di terreno, aprendo locali di ristoro per gli equipaggi dei molti navicelli che qui approdavano, e dedicandosi alla pesca sia al rezzaglio lungo il fiume, sia con barche nel mare aperto.
FIUMARETTA Questa località rafforzò la sua economia, con la relativa di presenza di famiglie qui emigrate da Ameglia e da Montemarcello, quando la famiglia Fabbricotti, proveniente da Carrara, dopo il 1855 bonificò questa zona, unitamente al piano di Ameglia, allora piena di paludi ed acquitrini. Attualmente la località è zona balneare utilizzata da turisti provenienti per la maggior parte dalla Toscana e dall’Emilia-Romagna.
La Sprugola.com
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