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Hortus Novo,il nome richiama la coltura dei terreni collinari e le ville rustiche dove già prima dell'anno Mille soggiornavano le ricche famiglie lunensi. Nell'XI e XII l'insediamento si fa più articolato con il controllo territoriale dei vescovi di Luni,ai quali Ortonovo restò legato fino al Trecento:Nel 1333 giurò fedeltà al Comune di Sarzana e poi ai Visconti.Dal 1806 venne istituito il Comune di Ortonovo;nel 1878 la sede fu spostata nella frazione di Casano, riconoscendo maggior importanza alla zona pianeggiante rispetto al quella collinare. Luni Luni non può dirsi etrusca pur essendo storicamente accertato che il primo contatto tra Liguri e Romani avvenne alle rive del Magra:La città fu fondata nell'anno 711 A.C. da duemila cittadini romani. L'impianto di Luni è militare:La natura castrense che è presente nella pianta della città, non ammette dubbi in proposito nata colonia,per ovvie ragioni,non disgiunge mai dal fatto abitativo quello logistico commerciale e di controllo militare dell'intera zona..La città risultò essere 23 ettari di Roma trapiantati in territorio apuano:anche se attualmente il lento interramento l'ha portata a due chilometri dal mare, Luni sorgeva sulla riva e il porto è un punto d'appoggio navale per la politica mediterranea di Roma, quello di Luni infatti, con quelli di Pisa e Genova, costituisce un polo nodale su cui questa può basarsi con sicurezza nelle operazioni militari , poi dopo il tramonto come porto trova la sua nuova vita nella funzione industriale.La disponibilità del marmo lunense spinge gli abitanti a realizzare con questo i templi,le case ,la maggior parte delle costruzioni della città, non solo, ma dopo l'imbarco i blocchi cavati raggiungono Roma e più lontani scavi mediterranei, il che assicura alla città una florida economia. a questo commercio ci si aggiunge quello del formaggio che, confezionato in grandi forme e marchiato con il simbolo lunato, veniva anch'esso esportato in grandi quantità.Intorno al IV secolo dopo Cristo , diminuita la richiesta del marmo apuano esso viene ridotto e la città inizia la sua decadenza..L'interramento dello specchio d'acqua andò progressivamente aumentando, il fiume non più convogliato compì la sua opera distruttrice impaludando la sua foce, la malaria sopragiunta inviterà gli abitanti all'esodo, le scorrerie saracene e le invasioni completeranno con la distruzione della decadenza di Luni.Sarà la diocesi a resistere ancora , ma nel 1204 la bolla di Innocenzo II sancirà definitivamente il suo trasferimento nella vicina Sarzana; la fine della città sarà così irreversibile.
Manifestazioni: 1° Domenica agosto passeggiata Musicale Nicola 8 settembre Madonna del Mirteto dal 7 al 10 settembre Giro della Lunigiana
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Delle mura restano molti tratti di fondazione e del l'impianto castrense il cardo e il decumanus il cui incrocio è nel luogo dove sorge il Museo Nazionale Archeologico. All'esterno delle cinte murarie si elevano i resti dell'imponente teatro ellittico costruito nel I secolo d.C., di esso rimangono i grandi archi delle strutture delle gradinate ormai spoglie di ogni decorazione. All'interno,invece,il decumano separa il Capitolium dal forum che è il vero centro della trama urbanistica della città, a lato di quest'ultimo i cosiddetti Horrea, i depositi interrati per le granaglie ed il tempio Diana Splendida di candidi marmi fu esaltata per la sua ricchezza e per l'operosità del suo porto,da Ennio, da Persio,da Polibio e poi ancora da Scribonio da Rutilio Namaziano fino a Stefano Bizantino.Fu importante centro per la diffusione del cristianesimo, tanto che un suo cittadino ,Eutichiano,sarà papa nel 272 d. C.
La Madonna del Mirteto Prima di raggiungere Ortonovo bisogna visitare il cinquecentesco santuario della Madonna del Mirteto,edificio immerso nel verde,con una marmorea facciata.Dalla lunetta centrale,datata 1540,si affacciano una Madonna con Bambino e i Santi Gioacchino e Anna dai lineamenti michelangioleschi. Nell'interno,tra l'altro,un bel altare barocco dedicato alla Madonna del Rosario.Nel borgo,sul sito dell'antico castello,oggi c'è la parrocchiale dedicata a San Lorenzo alla quale si affianca un antico torrione ora adibito a campanile.Sulla facciata della chiesa è stata reimpiegata un'epigrafe proveniente da Luni che ricorda il liberto Marco Antonio Neantus augustale,membro di un collegio di sei sacerdoti addetto al culto di Augusto. Nicola Il borgo già nel 1137 ebbe propri Statuti,fece parte dei possedimenti dei conti-vescovi di Luni e deve la sua importanza alla posizione strategica di dominio sull'intera piana di Luni. Fu,come Ortonovo; di Lucca,poi Pisa,degli Scaligeri,dei Rossi di Parma,degli Spinola,dei Visconti.Protettore di questo borgo,insieme ai Santi Giacomo e Filippo, è San Guglielmo duca di Aquitania che,vuole la tradizione,trovò a Nicola ospitalità e protezione.Sul finire del Quattrocento il borgo fu ceduto per tremila scudi d'oro al Banco di San Giorgio,per poi passare alla Repubblica di Genova.Nel 1797 entrò a far parte della Repubblica Democratica passando poi al Regno di Sardegna. Nel borgo -al quale si accede attraverso una porta del XIV-VX secolo-si possono ancora osservare portali di età tardo medievale e rinascimentale.Anche la chiesa dedicata ai Santi Giacomo e Filippo,dove è conservata una bella tavola con Crocifissione del XIII secolo di scuola pisano-lucchese,è una ristrutturazione settecentesca della cappella del castello. Nell'abitato di San Martino possiamo vedere,lungo la vecchia mulattiera che conduce alla chiesa,un antico frantoio ma anticamente erano funzionanti mulini da farina e un lavatoio che fungeva da punto d'incontro per gli abitanti del paese.Oltrepassato l'antico ponte,prima in legno e dal Trecento in muratura,la chiesa di San Martino di Casano,forse di origini longobarde.Il campanile,del XII secolo,conserva intatte le sue linee romaniche. L'Annunziata,alle pendici del Monticello,sulla riva destra del torrente Parmignola,costituisce il sito più antico della frazione di Casano
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