Storia 

La prima notizia relativa al paese risale ad epoca remota: ricordata nel noto diploma ottoniano del 963, tra le antiche proprietà della Chiesa di Luni, e il castello omonimo, rimase sotto la tutela del Vescovo che lo infeudò agli Oldoberti di Pontremoli,, nel 1247 stabilirono che Bracelli "possa governarsi da sé e che non possano essere colpite da tasse né dal Podestà di Corvara, né da altro Magistrato.

Il castello, sorto sul finire del secolo XII, passò nel 1253 a Nicolò Fieschi che lo vendette a Genova nel 1271. Di uno dei più robusti ed antichi castelli della Val di Vara non è rimasto praticamente nulla, ma i sistemi difensivi sono attestati da ben sette porte le cui arcate ancora intatte, si susseguono lungo il percorso che conduce alla sommità del paese, segno evidente del glorioso passato del castrum di Bracelli.

La funzione di controllo che il borgo svolgeva sulla collina che sovrasta il fiume Vara nella sottostante piana di Padivarma. è ancora oggi perfettamente riconoscibile:la strada che giunge a Bracelli in località Colla- valico- rasenta la prima porta di accesso al centro storico,dirigendo subito ad Ovest e proseguendo attraverso il valico del  Trezzo verso Pignone,quindi risalendo lungo l'omonimo torrente,sino a giungere in vista del mare sopra al Santuario di Soviore. E' singolare il fatto, che dopo esser stato un nodo di transito sulla via battuta per secoli, il paese sia rimasto l'ultimo del territorio circostante ad essere servito da strada carrozzabile,in questo secolo ,verso la fine degli anni cinquanta.Sino ad allora nessuna ruota aveva scavato i tradizionali solchi così facilmente riconoscibili nelle strade e nei vicoli di tanti altri nuclei storici.Anche il successivo allacciamento diretto dal borgo con la sede comunale a Padivarma di soli due chilometri è stato ultimato nel 1990.

Vedere

Per motivi di sicurezza sono stati di recente quasi interamente demoliti i  resti della prima presenza edificativa (sec XV) dei nobili Ravaschieri che era posta dopo la seconda porta d'accesso alla parte interna del castrum.La facciata principale della costruzione che si rivolge a NO,decorata con gli stemmi del casato,ancora esistenti anche se oggi poco riconoscibili testimonia la lunga presenza dei Ravaschieri;sul lato opposto la costruzione si affaccia su quello che era un grande giardino con diversi frutteti,ormai abbandonato e destinato ad orto.Nel alto Est viene ricavata una cappella gentilizia ben decorata,con accesso anche dall'esterno  a mezzo di piccola loggia.Con decreto del papa Benedetto XVI,in data 9 maggio 1730 viene autorizzata la celebrazione della funzioni,su istanza del notaio Maurizio Ravaschieri 

 

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Recentemente la proprietà del palazzo Ravaschieri è stata divisa con diversi frazionamenti ricavandone alcuni appartamenti; in alcuni rimangono parte dei meravigliosi affreschi del XVII secolo.

Sotto le mura del vecchio castello, si affacciano l'antico Oratorio di Santa Croce,l'edificio della canonica con l'adiacente torre campanaria (ristrutturata), ed il fronte del palazzetto della famiglia Roy,a due soli piani rialzati,recante sopra l'ingresso il loro antico stemma.

A lato dell'Oratorio,inserito tra lo stesso ed un antico edificio adiacente la torre campanaria,vi è tuttora,anche se in disuso da oltre un ventennio,la piccola sala che per tanti anni è stata la scuola per tutti  i ragazzi dell'ambito parrocchiale.

La viceparrocchiale situata ad un livello abbassato rispetto alla piazzetta centrale del borgo, è dedicata a Santa Maria Assunta in cielo. Attualmente la principale festività vi viene svolta per la celebrazione della Madonna del Carmine,l'edificio non ha estremamente alcuna traccia databile con sicurezza,ma la porta d'accesso alla sacrestia reca la data del 1614Importatni e in buono stato di conservazione sono il coro in noce egli armadi di sacrestia del Sec. XVIII,citati negli inventari del 1806.Sopra il semplice portale in arenaria, si trova il busto di una Madonna, in marmo di Carrara,che reca alla base la data del 1625.Gli affreschi interni sono affidati al pittore Cesare Agretti nel 1871.

La Cappella dell'Oratorio,dedicata al culto di Santa Croce,databile attorno al XIII Secolo- reca- sull'architrave d'ingresso la data 1727.