Il castello di Madrignano è ubicato in posizione strategica rispetto alle grandi strade di fondovalle: domina da quasi 400 metri d'altezza la piana del Vara fino allo sbocco in mare.

Il castello mostra ancora una possente struttura muraria, purtroppo ridotta a rudere spettrale. Per quanto in rovina, è leggibile in quasi tutte le caratteristiche murarie, anche se non è possibile individuare i vari periodi costruttivi, ha la struttura trecentesca che ritroviamo nei castelli Malaspiniani della Val di Vara.

Il castello ha origine antica: si parla di un "Castrum Madrognani" nel diploma concesso da Barbarossa ad Obizzo Malaspina nel 1164. Fu pertanto costruito prima. Sappiamo che Madrignano fu confermato in feudo agli Estensi dall'imperatore Arrigo IV. Successivamente faceva parte del patrimonio vescovile di Luni ed era teatro di scontri tra Estensi, Malaspina e prelati lunensi. Dal 1206 gli unici signori di Madrignano furono i Malaspina, che vi rimarranno fino al 1416. Il castello fu distrutto dalle armate del capitano battista da Campofregoso. I Malaspina furono cacciati e il feudo fu assegnato alla famiglia Fieschi che ne mantenne il possesso- fino a alla conquista dei marchesi di Mulazzo-, legati agli Sforza di Milano.

Foto del Castello di Madrignano

 

La struttura subì una seconda, quasi totale distruzione nel 1705, ad opera degli spagnoli, quando l'esercito franco-spagnolo penetrò in Lunigiana per combattervi gli austri - imperiali e sparò sul castello per dodici giorni. Gli spagnoli dovettero abbandonare la Lunigiana nel 1706; ma il castello non fu ricostruito e fu semplicemente riadattato ad abitazione nelle parti non distrutte. Da allora nessun restauro consistente è stato operato sull'edificio.

Nel borgo sottostante  il castello,si trova la chiesa dei SS. Nicolò e Margherita probabilmente fatta costruire nel XVI secolo per volere dei Malaspina,sostituendola così alla primitiva Cerettoli,di cui restano soltanto le mura perimetrali. 

L'architettura  è piuttosto semplice,arricchita dalla presenza di cinque statue marmoree di pregevole fattura,che recano alla base l'iscrizione Moroello sub te imperante datate 1654,vi sono altre due Madonne probabilmente stesso periodo.

Nella sacrestia,murata ad una parete si trova una formella di piccole dimensioni che rappresenta forse un S. Antonio di improbabile datazione ma che porta la testimonianza della vecchia denominazione del borgo Zammateo di Baptista da Madrogano

 

 

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