Mappa Zignago

 

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Storia

 

Il nome di Zignago- che deriva dal dialettale «Zignčgu»  (abitante vicino all'acqua) ha sostituito il precedente «Cornia» che indicava la vasta pieve di S. Pietro Apostolo.Le terre, i paesi e i castelli di Zignago, diversamente da molti altri luoghi della valle, furono incorporati nei domini della serenissima Repubblica di Genova a partire dal tardo '200, sfuggendo alle rivendicazioni dei Malaspina .A metą del Cinquecento Zignago contava 250 fuochi (Sasseta era il centro pił popoloso) ed era sede di una Podesteria, col magistrato inviato da Genova.Un censimento del 1606 attribuiva a Zignago e alle sue ville 250 fuochi.

Castelli

 Il castello di Zignago sorgeva sull'omonimo monte, in posizione dominante ad ovest del paese, apparteneva ai signori di Vezzano e che lo cedettero al Comune di Pontremoli.Il castello č ricordato in un atto di dedizione alla Repubblica stipulato nel 1273 dai procuratori di Zignago.Oggi grazie alle campagne di scavo realizzate sono state portate alla luce parti delle fondamenta della antica struttura 

 

Il castello di Serra Maggiore a Pieve di Zignago sorgeva su un'altura sovrastante la frazione di Valgiuncata ed era ubicato in modo da dominare l'intera valle del Mangia, chiudendola difensivamente a nord.

Appartenne ai signori di Vezzano che lo cedettero al Comune di Pontremoli; in seguito passņ ai Fieschi.

Del castello oggi restano pochi ruderi ricoperti da rovi. A Sasseta sempre Pieve di Zignago sono visibile resti di una torre d'avvistamento sorta sui resti di una torre bizantina posta a scrutare la valle del Mangia e trasformato successivamente in campanile

Indirizzi Utili

(fonte elenco ufficiale abbonati)

 

Comune Pieve di Zignago

  Tel 0187\865075

 

Posto Telefonico Pubblico 

Alimentari Biagiotti

 p. IV Novembre Tel 0187\865014

Foto: Rałl Pietrobono


Foto: Rałl Pietrobono

MEZVNEMVSVS

 

La statua stele di Zignago č stata trovata il 29 dicembre del 1827 nella localitą Novą, proprio nel territorio del comune.

E' un grande cippo d'arenaria,scolpito rozzamente in figura umana e con una iscrizione dall'alto in basso, la sua altezza massima č di 1,08 e la larghezza massima e di m. 0,37, il suo spessore massimo di m. 0,24, proveniente da un banco d'arenaria oligocenica di colore grigio cenere.Per secoli custodito nel segreto della terra e venuto in luce nel greto del torrente Gravegnola, sotto il colle di Serrņ,rappresenta una singolare e monumentale testimonianza della protostoria ligure.per la sua insolita forma  squadrata si differenzia dalle pił note e numerose stele della Lunigiana č la meno antropomorfizzata.

 L'iscrizione «MEZVNEMVSVS»

sarebbe «ligure in caratteri etruschi», da cui sarebbe poi derivato il latino Mediolanum=Milano. La scoperta del  piccolo monumento č oggi conservato nel Museo archeologico di Genova.Secondo Francesco Orioli dovrebbe essere il cippo sepolcrale col nome e cognome del defunto «Mezio Menisco» Il cippo di arenaria, raffigurante l'arcaica figura č indiscutibile prova materiale della civiltą e delle origini remote, riferite alla comunitą di Zignago.Ad eccezione di questo prezioso reperto archeologico e di qualche nobile architettura religiosa, il tempo ha cancellato dai paesi di Zignago le maggiori memorie artistiche dell'antichitą.

Monte del Dragnone

Il Monte Dragnone č sempre stato un luogo sacro per gli abitanti della Val di Vara; i primi a farne luogo di culto furono i Celti,che in Lunigiana lasciarono una profonda traccia, e di cui, gli odierni abitanti di Zignago sono discendenti.E' probabile che la stele di Zignago delimitasse proprio l'ingresso al bosco sacro del Dragnone.

 

 Madonna del Dragnone

L'edificio prende il nome dal monte su cui sorge (1011 m.), nei pressi di Pieve di Zignago, e sostituisce una precedente costruzione di cui si ha notizia nel XVIII secolo dal libro dei Conti del Santuario, in Archivio Parrocchiale di Zignago.La costruzione dell'attuale chiesa č stata terminata nel 1856, come testimonia la data incisa sul portale d'ingresso.Questo č un esempio di Santuario sorto sul luogo  di un precedente culto pre-cristiano, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici della etą del ferro.La festa si celebra l' 8 settembre, i fedeli arrivano al Santuario valicando il Monte Fiorito dopo avervi piantato un ramo di cerro o di Ontano

 

 

 

 

 

 

 

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